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15 hours ago

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Al tradizionale appuntamento di fine anno per premiare gli atleti delle Fiamme Gialle era presente per FISPES il velocista paralimpico Simone Manigrasso, tre medaglie europee a Berlino 🇮🇹 ... See MoreSee Less

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2 days ago

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#linsuperabileèimperfetto

Marcello Cirisano: #esserespeciale

Il 17 dicembre di 31 anni fa nasco a Messina in una #famiglia molto unita composta da due genitori #sordomuti. Essendo non udenti, all’inizio fu difficile gestirmi e decisero di trasferirsi dalla nonna. Attorno a me ho sempre avuto l’affetto di tutti, zii fenomenali e nonni che mi hanno cresciuto come un figlio. Più avanti siamo andati a vivere per conto nostro. Dopo 10 anni dalla mia nascita è nato Simone, e lì ho iniziato a capire che stavo crescendo anch’io; ero io che lo sentivo piangere di notte ed ero io ad alzarmi per chiamare mia mamma. Quando vedevo che piangeva solo per la pappa o per un piccolo mal di pancia, mi rincuoravo e tornavo a dormire. Da quel momento ho capito che dovevo essere io a prendermi cura di lui. Cinque anni dopo mia mamma aspettava un altro bambino ed eravamo tutti felici che fosse una femminuccia. Non vedevo l’ora di vederla, ma nessuno ci aveva messo al corrente fino alla sua nascita che la bambina aveva la Sindrome di Down. È stato difficile spiegare tutto a mia madre e mio padre, lei avrebbe richiesto più cure di quante non ne avessimo avute noi; è stato un percorso doloroso ma con amore e con fede oggi Martina ha 16 anni ed è il nostro #orgoglio.
Andavo a scuola, giocavo a #calcio e lavoravo per racimolare qualche soldino. Inseguivo il #sogno di poter giocare ad livelli alti nel calcio, ero fidanzato e attorno a me avevo tantissimi amici. Poi improvvisamente iniziano i primi dolori strani alla gamba destra. Dopo lunghe ricerche mi diagnosticano un problema di trombi e decidono di mettere un bypass. L’operazione invece di durare cinque ore, ne dura 13. Qualcosa non andava come doveva, i dolori erano fortissimi, non riuscivo a stare a letto né in piedi. La ferita non si chiudeva, i dolori aumentavano e quindi i miei zii decisero di portarmi ad Abano Terme. Avevo una cancrena in atto. Hanno provato in tutti i modi a salvarmi fino a decidere di mettermi in coma farmacologico affinché non mi affaticassi. Una notte la situazione è precipitata e mio padre addirittura doveva decidere se salvare la mia vita o lasciarmi morire. Dopo due giorni mi sono svegliato in una stanza strana e da lì la tragica #scoperta: mi avevano amputato la gamba. Una coltellata per me, mi sentivo finito a 23 anni, tutti i miei sogni erano infranti. Ricordo che stavo per compiere un’azione orrenda, ma poi mi sono soffermato a pensare alla mia famiglia e al fatto che non potevo abbandonarli. Mi aiutò il fratello di mio padre che mi promise che avrei camminato di nuovo e che avrei di nuovo corso dietro ad un pallone.
Mi sentivo ormai troppo deluso della mia vita ma lui spese molto denaro per me ed ero di nuovo su due gambe. Dopo quasi un anno era il momento di tornare a casa, di ritrovare tutti e farmi accettare per quello che ero diventato. Non fu facile, a parte il sostegno degli #amici più sinceri e quella che io chiamavo mia sorella. Non ci servivano parole, ci capivamo con uno sguardo, quello sguardo che giorno dopo giorno me la faceva vedere con occhi diversi: lei doveva essere la donna della mia vita e mi buttai nella conquista di quel #cuore così simile al mio. Ad oggi sono 4 anni che stiamo assieme e oggi è chiaro che voglio che sia lei la madre dei miei figli.
La vera nota dolente è che da 8 anni, da quando ho perso la gamba, non riesco a trovare lavoro. Lotto tutti i giorni per questo e per realizzare i nostri sogni insieme.
Ma ora sto vivendo un altro sogno. L’anno scorso, mio zio Marcello mi ha fatto vedere un video della Nazionale Italiana Calcio Amputati. Decido di contattare uno dei ragazzi e a dicembre 2017 vado a fare il primo provino. Raduno dopo raduno, ritrovo la forza di #giocare a calcio che da tutta la vita è la mia #passione più grande. Mi sono impegnato al massimo perché quel posto per il Messico doveva essere mio. Ed è stato così: felicissimo, piangevo come un bambino. Mamma mia, che avventura! Credo che non dimenticherò mai l’esperienza ai Mondiali. Questa Nazionale è una famiglia per me: confrontarsi con ragazzi che hanno vissuto la stessa pena, mi fa riflettere che nella vita nulla è perduto. Ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa. Perché ognuno di loro è un essere speciale, come ognuno di noi.

#fispes #oltremodoltre #fispesland #pluriability #amputeefootball #calcioamputati #eaff #amputazione #passione #passion #famiglia #sogno #ilcalciomifavolare
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2 days ago

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A Padova la formazione del Monaco batte 7-0 il Torino FD e si aggiudica per la seconda volta consecutiva il Torneo di Calcio a 5 per disabili fisici ed intellettivo relazionali. ... See MoreSee Less

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2 days ago

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Nasce a Roma la prima Scuola federale di Atletica paralimpica.
Il Centro di Preparazione Paralimpica del Tre Fontane accoglierà dei corsi di formazione sportiva di corsa, salti e lanci rivolti a persone con disabilità fisica, visiva ed intellettivo relazionale lieve.
La Scuola di Para Atletica Tre Fontane aprirà i battenti mercoledì 9 gennaio e offrirà opportunità di avviamento alla disciplina e di perfezionamento per tutte le fasce d’età.
Info: segreteria@fispes.it, 06-83531227

www.fispes.it/al-tre-fontane-di-roma-la-scuola-federale-di-para-atletica/
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5 days ago

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Da non perdere, fidatevi 😉

Comitato Italiano Paralimpico
“La sua determinazione è stata uno stimolo per uscire da quella stanza di ospedale con una voglia di vivere in più”.

Le campionesse paralimpiche Martina Caironi e Monica Contrafatto si raccontano a #ILimitiNonEsistono.
Domenica alle 10:20 su #Rai3.

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Scuola federale di Atletica paralimpica

Nasce a Roma la prima Scuola federale di Atletica paralimpica. Il Centro di Preparazione Paralimpica del Tre Fontane accoglierà dei corsi di formazione sportiva di corsa, salti e lanci rivolti a persone con disabilità fisica, visiva ed intellettivo relazionale lieve. La Scuola di Para Atletica Tre Fontane aprirà i battenti mercoledì 9 gennaio e offrirà opportunità di avviamento alla disciplina e di perfezionamento per tutte le fasce d’età.

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‘Tutti in pista’ con la carrozzina versatile vince il bando OSO – Ogni Sport Oltre di Fondazione Vodafone Italia.

Il progetto FISPES ‘Tutti in pista’ è stato selezionato tra i 23 vincitori del bando OSO – Ogni Sport Oltre promosso da Fondazione Vodafone Italia.
Con l’obiettivo primario di avvicinare le persone con disabilità allo sport, focus della community OSO, ‘Tutti in pista’ intende lanciare una rivoluzionaria carrozzina versatile ideata dall’Università di Bergamo e concepita per l’avviamento di giovani alla pratica dell’Atletica leggera, con particolare riferimento alla corsa in carrozzina che negli ultimi anni ha registrato un notevole calo di pratica. In specifico, la FISPES vuole creare cinque poli regionali di riferimento (Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Campania) in cui sarà possibile trovare personale tecnico qualificato e attrezzature specifiche per permettere ai neofiti di sperimentare questa specialità.

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